APRILE
1 - Buongiorno per tutto il giorno; Gv 5, 1-16. " Vuoi guarire?" (Gv 5,6). La domanda posta da Gesù al paralitico pare offensiva. Il paralitico era incollato da 38 anni ad un pagliericcio e chissà quante volte avrà sognato di guarire (Gv 5,5). Gesù insiste. E se lo fa, una ragione c’è. Quell’uomo è un malato “cronico”, e in lui si è pressoché spenta la fiducia. La malattia interiore è più grave del suo stesso handicap. Perciò, Gesù lo redimerà. Se nella donna di Samaria Gesù risveglia la sete di acqua viva (Gv 4,14-15), nel paralitico ridesta il sogno di una vita dignitosa cui pareva avere ormai rinunciato. Nel suo cuore era sceso l’inverno e si era spento ogni futuro. Per lui perdeva senso pure il presente. E così la vita gli si era come atrofizzata (cfr. 5,5-7). Avviene analogamente nella vita dello spirito, quando ci si rassegna al peccato e si patteggiano compromessi. Così latita la pulizia e la gioia. Gesù è medico eccezionale e cura in profondità. Può agire solo se nel discepolo vive una ferma volontà di risurrezione, e se sa rimettersi in gioco. “Vuoi guarire?" (Gv. 5,5) "Prendi la tua barella e cammina” (Gv. 5,8), dice Gesù. Dio non fa miracoli a basso costo: chiede una collaborazione, il coraggio del primo passo. Nel racconto evangelico odierno, Gesù attira la nostra attenzione sul legame tra l'infermità del malato e il peccato. Ce lo dice proprio oggi: "Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggiore" (Gv. 5,14b). È un rialzarsi fisico insieme a quello spirituale che risulta da questo brano. È fatto il Sabato, giorno della memoria dei grandi benefici di Dio nella creazione. Chi ha orecchi intenda. Felice giornata.
2 - Buongiorno a tutti; Gv 5, 17-30. “...chi onora il Figlio onora il Padre che lo ha mandato”. Gesù è stato condannato e crocifisso non per concomitanze sfortunate, né per errore, ma perché non osservava il sabato e chiamava anche Dio suo Padre (Gv 5,17-18.19-23.26-27.30b), Colui che l'ha mandato nel mondo. Gesù era un uomo libero, una libertà inimmaginabile in un'epoca in cui era vietato e punibile addirittura con la morte anche soltanto pronunciare il nome di Dio. E Gesù, come riportano gli evangelisti, più volte si rivolge a Dio con la familiarità del Figlio invitando i discepoli a chiamarlo col nome di Padre. E se la ragione ultima della condanna di Gesù è stato il definirsi Figlio di Dio, perché i suoi avversari non hanno messo a confronto le sue pretese con i suoi miracoli? Gesù non è un brav'uomo, un po’ incompreso, crocifisso dalla cecità dei Farisei contrari alla sua stravaganza di volersi far chiamare Figlio di Dio. Gesù ha avvalorato con prodigi straordinari la sua divinità ed è a causa di questa sua pretesa - una vera carta d’identità - che egli verrà crocifisso. San Giovanni non ha paura di sconfessare tutte le nostre acrobazie politicamente corrette, quando cerchiamo di attenuare l’identità di Gesù. Pure molti cristiani pensano che Gesù sia stato ucciso per le sue bizzarrie. No, è stato ucciso per la sua pretesa di essere il Figlio di Dio. E noi lo crediamo fermamente senza se e senza ma… È stato condannato, è morto ed è risorto per la nostra salvezza. Questo è il nostro credo. Buona e felice giornata.
3 - Buongiorno; Gv 5, 31-47. La guarigione di un uomo alla piscina di Betzata in giorno di sabato e da 38 anni bloccato su un lettino registra la rabbia dei Farisei pronti a portare Gesù sul banco degli imputati (cfr. Gv 5,1-16). È un vero processo. Niente di nuovo. Pure oggi, in tempo di prova, c’è chi pone la Fede sul banco degli imputati. Per la guerra in corso si alza la voce contro Dio. In realtà il male - indifferenza, malattie, guerre - ha origine dal cuore dell'uomo. E se non si curano le ferite più profonde, difficilmente regnerà la pace. Ci saranno sempre scontri. Dio non è un estraneo. Ha piantato la sua tenda accanto alle nostre. Nessuno come lui sa cosa sia il dolore innocente. Lo ha condiviso con la Madre, la Vergine Maria. Gli occhi umani si limitano a riportare cifre e pareri, ma non ne spiegano l’origine. Il male c’è, ma non verrà mai da Dio. Dio è Padre e dà vita. Il male dice la ribellione di una natura stravolta. Il maligno poi vi mette la firma. “per l’invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo” (Sap. 2, 24). È il caso di rivedere la propria idea su Dio. Lui non compare e scompare a seconda delle nostre sensazioni. Dio c’è sempre, e vince il male “pagandolo” di persona sulla Croce. Qualcuno paga sempre per il male commesso. Solo i cuori ostinati vi passano sopra lasciando sul terreno morti e feriti. È la triste realtà del mondo odierno. Voi che temete Dio, credete in Lui e in Colui che Egli ha mandato. Non opporvi alla sua azione. Nel vangelo di oggi, abbiamo tante testimonianze a favore di Gesù Cristo: le parole di Giovanni Battista (Gv 5, 33-35), le opere che il Padre gli ha dato di compiere (Gv 5, 36), il Padre stesso (Gv 5, 37) e la Sacra Scrittura (Gv 5, 39). Credete dunque in Gesù, Figlio di Dio e avrete la vita. Buona giornata.